Interpretazione dei sogni : sogni premonitori e ordinari

interpretare i sogni L’interpretazione dei sogni ha da sempre affascinato ogni uomo fin dai tempi più antichi, quando ai sogni si associavano sempre presagi e segni che, quasi sempre, costituivano poi la base dei comportamenti relativi.
C’è una scienza, più esattamente “l’Oniromanzia”, che studia i sogni e la fenomenologia ad essi legata.
Dai sogni cerchiamo di trarre dunque segni, presagi, sul nostro futuro.
Ovviamente la caratteristica dei sogni è quella di esprimersi in un linguaggio criptico e velato che spesso per essere interpretato occorre avvalersi di un esperto.
Possiamo a grandi linee tracciare una netta linea di separazione tra due tipologie di sogni : quelli definiti “ordinari” , frutto quasi sempre di un elaborazione inconscia di fatti e avvenimenti vissuti, spesso anche mesi ed anni prima, e quei sogni che vengono definiti “premonitori”, cioè porattori di un messaggio che impatterà immediatamente nel futuro della persona che ha sognato o sulle persone a lui vicine.
Ovviamente in questo canale ci deidcheremo soprattutto alla seconda tipologia, cercando di capire i meccanismi, spesso complessi, attraverso i quali passano i sogni premonitori, quei sogni che ci fanno scoprire veggenti anche quando non sapevamo di esserlo.

Le differenze nelle tipologie di sogni

Scientificamente è stato stabilito che il sogno altro non è che l’affacciarsi alla mente che riposa di scene che si ripropongono opportunamente rielaborate dal nostro inconscio.
Per capire questo basta fare l’esempio di un film che passa in sala di montaggio dopo le riprese e in cui le scene vengono montate insieme da esperti montatori con il regista, in questo caso l’inconscio.
Le immagini scorrono veloci, sono memorizzate in una zona particolare del cervello, vengono rielaborate in realazione ad altri stimoli presenti e conservati.
Ma perchè il nostro inconscio ci parla per immagini? Perchè le immagini sostanzialmente sono composte da colore, dimensione, suono, sensazioni associate, emozioni : oppurtanemente remixate si ripropongono alla mente sempre sotto forma di immagini ma che vanno “interpretate”, cioè occorre cercare il percorso fatto dall’inconscio (regista) per “montarle” e quindi capire quali messaggi ci trasmette.
Per comprendere ancora di più facciamo un esempio : in alcune persone il colore rosso desta ansia o agitazione. L’inconscio che da qualche parte ha associato l’agitazione o la rabbia al colore rosso, se vuole comunicarci stato di agitazione o ansia pe runa situazione lo farà componendo le immagini, che scorreranno agli occhi della psiche , con colori rossi o vicino al rosso.
Altro esempio è quello del cibo : a livello conscio una persona che mangia è una persona sfamata, benestante, che ha di che sostentarsi. Nel sogno un immagine in cui è presente del cibo indica le “possibilità di sostentamento” , e inoltre essendo la bocca un orifizio, quindi intimamente legato alla propria fisicità, può toccare anche la sfera della fisicità.
Quindi le immagini che scorrono nel sonno sono immagini “reali” archiviate nell’inconscio e che vengono montate per trasmettere stati d’animo, sensazioni, percorsi ecc.
La scienza ha affermato e confermato che in effetti le attività psichiche durante il sonno sono intense: la persona che sogna è pensante.
Basta pensare che con l’EEG la scienza ha dimostrato che le onde cerebrali durante la fase di riposo appaiono è vero più lente rispetto a quelle presenti nella fase “cosciente”, ma sono più grandi e più ampie.
E sempre la scienza ha dimostrato come nello stato di sonno esistono dei momenti in cui queste onde cerebrali, controllate con l’EEG , appaiono più ampie rispetto a quelle della veglia ma ugualmente veloci : sono quelli i momenti cosidetti di sonno profondo, di maggiore intensità delle attività psichiche deputate al sogno. E sono quelle le fasi in cui si manifesta anche il tipico movimento rotatorio degli occhi avvertibile sotto le palpebre denominato REM.
La seconda tipologia di sogni, che è quella che ci interessa maggiormente, sono i cosidetti sogni premonitori : alcuni ammettono che l’esperienza psichica, l’inconscio che “lavora per noi”, abbiano delle facoltà particolari in grado di darci segnali sul “futuro”.
Per altri invece si tratta di “comunicazioni” operate da “entità” che potendo comunicare con tranquillità con la nostra psiche , ci offrono spaccati di futuro, avvertimenti, presagi, insegnamenti.
Qualunque sia la vera natura di questi sogni , la cosa che li accomuna sono chiare.
Sono generalmente sogni vissuti molto intensamenti al punto da far dire a chi li ha sognati “sembrava vero, sembrava reale”.
Alla forte intensità delle scene corrisponde sempre una forte intensità emozionale : talvolta questi sogni possono avere i connotati di “incubi”, altre volte indurci paura, ansia, apprensione, alcune volte ci inducono a gioia  e felicità.
In ogni caso sembra che esiste comuqnue una relazione , una osmosi tra le immagini conservate nel nostro inconscio e i sogni premonitori.
Facciamo un esempio pratico : è risaputo che il gatto da molti  è ritenuto simbolo di inganno, di malelingue, di cose occulte.
L’inconscio in effetti “conserva” queste immagini tradizionali, diremmo spesso di superstizione. Le conserva in una sorte di archivio dove l’immagine del gatto è associato all’inganno, alla maldicenza, alla calunnia.
Nel momento in cui “qualcosa” deve segnalare un pericolo , ad esempio, di malelingue, va apescare in questa specie di archivio l’immagine che più si avvicina al concetto, che più il “regista” (l’inconscio) ritiene comprensibile dalla nostra parte cosciente.
Quindi i segnali arrivano a noi sempre con lo stesso intermediario, ovvero gli strumenti sono gli stessi, cambia “l’ispiratore” e la motivazione.

Non ricordo i sogni dunque non sogno

E’ stato provato che l’attività del sogno è comune a tutti : tutti sognano.
Se non li ricordiamo il problema è un altro, ma dire di non sognare è un falso.
Tutti sognamo.
E’ stato anche provato scientificamente che in soggetti che dicono di non ricordare i sogni, se vengono svegliati durante la fase REM (movimento rotatorio degli occhi) che corrisponde a una fase di sonno profondo, questi ricordano perfettamente il sogno e vivono ancora quelle emozioni che provavano durante il sogno: dimostrazione pratica che l’inconscio spesso funziona anche da “spazzino” e che dopo le fasi del sogno provvede a “ripulire” il teatro nel quale si è espresso e da ui la sensazione di non ricordare i sogni.

I sogni premonitori nella storia

A chi volesse disconoscere la validità dei sogni come premonitori e come fenomeno di chiaroveggenza, ricordiamo brevemente quello che forse è il personaggio storico più famoso per i suoi sogni.
Ci riferiamo allo Sposo della Madonna, San Giuseppe : la prima volta viene avvisato in sogno di prendere con se Maria e viene rincuorato sui suoi dubbi, la seconda volta gli viene ordinato di prendere la sposa e il bambino e di scappare.
La Bibbia è piena di questi esempi : basti pensare al aogno del faraone interpretato da Giuseppe , venduto come schiavo.
Nelle spighe e nelle vacche Giuseppe interpreta poi quel futuro che sarebbe veramente avvenuto.
Quindi i sogni premonitori esistono eccome : occorre solo imparare a riconoscerli, a decifrarli e nel modo più corretto possibile.
Evitando accuratamente di farci prendere dall’ansia o da manie di avere sogni premonitori.
Quando vengono, vengono da soli e sono dei doni, anche se spesso ci lasciano con un alone di paura e di ansia.

Prossimamente impareremo a riconsocerli meglio e a decifrarli.