Significato del mazzo a 25 delle carte napoletane

significato carte napoletaneSiamo abituati a usare il mazzo di carte napoletane tradizionale composto da 40 lame, come la maggioranza delle carte regionali.
Tuttavia nella tradizione napoletana è invalso l’uso di un mazzo di carte costituito soltanto da 25 carte.
E’ un sistema di divinazione molto tradizionale, di cui difficilmente si trova traccia nei testi sui metodi e sui significati della carte.
Le antiche cartomanti napoletane lo conoscono bene, ne sanno i significati “segreti” tramandati da madre a figlia, e lo usano quasi sempre nelle loro sedute ottenendo risultati strabilianti.
Sappiamo che il mazzo orginario delle carte napoletane, come tutti i mazzi regionali, è costituito da 40 carte eredi dirette degli aracani minori dei più famosi tarocchi, mancando , rispetto a questi ultimi di alcune carte e più esattamente  dell’otto, del nove e del dieci . In pratica questi valori sono associati alla Regina, al Cavaliere e al Re. Inoltre mancano del Fante propriamente detto.
Nel mazzo a 25 carte mancano altre carte : mancano tutti i semi con il quattro, con il cinque e con il sei, e inoltre sono eliminati il 7 dei semi Coppe, Spade e Bastoni ( in pratica resta solo il sette denari altrimenti detto settebello).
In questo modo le lame che entrano nel gioco della divinazione sono quelle che restano in numero di 25.
Il significato di queste carte appare stravolto rispetto a quello tradizionale partenopeo a 40 lame.

La divinazione con il mazzo a 25 carte

Anche la divinazione con questo mazzo di carte napoletano così ridotto varia dai metodi tradizionali.
Si mescola il mazzo di carte e lo si offre alla consultante per il consueto taglio : si ottengono così due mazzetti, le cui ultime carte vengono visualizzate dalla cartomante.
Da queste due carte , con cui terminano i due mazzetti, la cartomante procede già ad una prima interpretazione: si dice che indichino il “pensiero” della cosnultante, ovvero lo stesso motivo per cui chiede la divinazione.
La cartomante , prima di procedere alla ricomposizione del mazzetto dopo il taglio, si assicurerà che effettivamente la consultante intendeva porre domande riguardo l’argomento specifico che hanno evidenziato le due carte appena visualizzate.
Chi volesse sperimentare questo metodo deve tener presente però i significati attribuiti del mazzo a 25 carte e non già altri significati: si evince da questo che come il mazzo originario è stravolto anche il significato delle lame è diverso.
Ma cosa succede se c’è discordanza tra il pensiero della consultante e il problema evidenziato dalle due carte?
La tradizione vuole che il consulto sia rinviato: non c’è “assonanza” tra la consultante e la cartomante, la consultante non è predisposta, in alternativa alcuni considerano che quello sortito dalle carte sia il vero problema e che la consultante ha dei falsi problemi.
Dipende dal grado di sensitività della cartomante : certo nella tradizione partenopea la cartomante era quasi sempre la vicina di casa, l’amica, la parente, insomma era rappresentata sempre da qualcuno a cui poter bussare in qualsiasi momento e che quesi sempre si rendeva disponibile. In genera il suo compenso era limitato a qualche regalo in natura.
Oggi sarebbe impensabile rinviare un consulto nella cartomanzia professionale.
Stabilito il “pensiero” della consultante e certi della sua corrispondenza si procede alla ricomposizione del mazzo , partendo dall’alto del mazzetto distribuisce a dorso coperto le 25 carte disponendole in 5 file da cinque carte ciascuna.
Qui ha inizio il vero consulto : rapportato al problema evidenziato dalle due carte dei sottomazzeti bisogna procedere a girare le carte partendo dalla carta a sinistra della prima fila in alto.
Questa prima fila è il passato della consultante, quelli che sono stati i suoi problemi, le sue gioie, le sue sofferenze, le persone che ha incontrato, le persone che l’hanno addolorata o l’hanno resa felice.
Si scoprono man mano tutte le altre file ricordandosi che la seconda fila rappresenta lo stato attuale della consultante, mentre le altre tre file, sempre in successione dall’alto in bsso, rappresentano il futuro prossimo e lontano della consultante.
Si compone così un primo quadro d’insieme dove sarà possibile capire ciò che è successo alla consultante e ciò che avverrà.
A questo punto la cartomante deve individuare nelle 25 carte che ha di fronte proprio la carta che rappresenta la consultante.
Una donna giovane ad esempio sarà ben rappresentata da una donna di spade, oppure un uomo innamorato sarà ben rappresentato dal Re di Coppe.
Individuata la carta che rappresenta la consultante e che viene, per dirla in gergo “battezzata”, si contano nove carte a seguire seguendo il senso antiorario, e scegliendo la nona carta a partire dalla quale si conteranno, sempre in senso antiorario, altre nove carte scegliendo, anche in questo caso, la nona.
Questa tripletta costituisce la prima interpretazione che la cartomante deve proporsi.
Poi partendo dalla carta successiva a quella della consultante si ripete la conta ottenendo altre triplette fino all’esaurimento dell’esame di tutte le carte o fino a che la cartomante non decide, basandosi sulla sua sensitività, che il consulto è terminato perchè le carte non hanno altro da dire.
Alcune cartomanti usano formare con la conta gruppi di 5 carte per l’interpretazione : le più esperte preferiscono le triplette, ma , ovviamente molto è lasciato all’esperienza della cartomante.
In ultimo va ricordato che il significato delle carte napoletane nel mazzo a 25 carte è diverso da quello del mazzo tradizionale a 40.
In un prossimo articolo evidenzieremo questi significati discutendo anche sugli accoppiamenti.