La divinazione con i Tarocchi : l’arte di leggere il futuro

significato dei tarocchi Il mazzo dei Tarocchi è sicuramente il mazzo di carte più utilizzato in senso assoluto nella divinazione, il più antico, quello che affascina di più per i suoi misteriosi significati esoterici.
La sua origine, come ormai sapremo, si perde davvero nella notte dei tempi, nelle antiche origini di millenarie civiltà.
Ad esempio nell’antica Cina del 1200 ritroviamo un antichissimo mazzo di carte chiamato Kwan-P’ai , oppure ai “giochi” divinatori che usavano gli zingari indostani, provenienti dall’India e che giunsero in Europa, attraverso la Persia, nel 1417.
Altri studiosi fanno risalire la comparsa dei Tarocchi in Europa intorno al 1300 ad opera dei Templar che potrebbero aver ereditato la tradizione divinatoria dalle culture di antichi popoli Medio-Orientali.
Per ritrovare il primo vero mazzo di Tarocchi, completo di 78 carte come siamo abituati a vederlo ai giorni nostri, bisogna andare al 1432, quando fecero la comparsa i Tarocchi Visconti-Sforza, disegnati dal pittore Bonifacio Bembo.
Ad onor del vero già nel 1392 Carlo VI fece dipingere delle carte, finemente decorate, da Jacqueline Gringonneur, ma per ritrovare qualcosa di apprezzabile storicamente ed esotericamente occorre guardare l’anno 1470 quando comparvero per la prima volta i Tarocchi del Mantegna che per la prima volta presentava la suddivisione in cinque mazzetti costituito ognuno da 10 lame.
Ma, procedendo a ritroso, anche in Spagna troviamo traccia delle origini dei Tarocchi con i famosi Naipes, in uso verso il 1387 e proibiti in modo definitivo da Giovanni I, Re di Castiglia.
L’Italia invece è distinta da alcuni mazzi di carte, completi a 78 lame, già dallo stesso anno: ricordiamo il Tarocco Veneziano e il Naibi.
Sempre in quel periodo si fa risalire il cosidetto “Tarocchino di Bologna” composto da 62 lame suddivisi in 22 Arcani Maggiori e 40 arcai minori.
Particolare rilevanza storica ed esoterica hanno le “Minchiate Fiorentine” apparse per la prima volta intorno al 1600 che includevano oltre i quattro elementi anche i dodici segni zodiacali , la Fede, la Speranza , la Carità e la Prudenza.
Nel 1400 invece vedono la luce anche i Tarocchi di Marsiglia in Francia, sempre con mazzo completo a 78 carte.
Qualunque sia l’orgine storica dei Tarocchi va detto che le prime interpretazioni e spiegazioni, sono attribuite a Court de Gebelini nel 1781 che attribuì, per primo, ai tarocchi la paternità egiziana, facendo risalire la loro origine al Libro di Thoth.
Solo successivamente, e più esattamente verso il 1800, Eliphas Levi attribuì ai Tarocchi il significato di un alfabeto occulto e li associò alla Kaballah.
Particolare attenzione va posta sul significato etimologico della parola Tarocchi.
Così studiamo e apprendiamo che la parola egizia TAR-ROSH significa Strada Regale (Tar=strada e Rosh=regale), oppure che l’araba TARIQA significa letteralmente il percorso della vita, la strada della vita.
Originale, interessante e sicuramente forse tra la più valide è l’interpretazione di Guglielmo Postel : scrivendo la parola TARO in modo circolare si evince immediatamente che può essere letto TORA procedendo in seno antiorario, ottenendo dunque la parola che richiama la Torah il libro sacro.
Se poi scegliamo di leggerlo in senso orario partendo dalle lettera R otteniamo ROTA che richiama immediatamente la Ruota di Ezechiele meglio ancora la ruota del Darma (Buddismo).
Il senso “circolatorio” della lettura da origine a numerosi parallelismi che convincono ancora di più sulla origine esoterica e profondamente misteriosa dei Tarocchi.

A cosa servono e cosa sono i Tarocchi

E’ una domanda che può innescare qualche sorriso di sufficienza: crediamo di sapere cosa sia questo mazzo di carte e a cosa serva. Ma ne siamo così sicuri?
La prima cosa che viene alla mente è che servano per la divinazione, per conoscere il futuro ancora da venire.
Ma essenzialmente i Tarocchi sono molto ma molto di più: sono uno strumento eccellente di meditazione, di concentrazione su se stessi e sulla propria vita.
Essi rappresentano e sono essi stessi un linguaggio occulto, un linguaggio che sfugge alle nostre normali e comuni interpretazioni.
Esplorano la parte nascosta delle cose, il loro significato profondo, inconscio, occulto.
Essendo “catalizzatori” della comunicazione con l’occulto, usando il linguaggio dei simboli, sono strumenti perfetti di concentrazione meditativa e di esplorazione di quel mondo con il quale altrimenti non riusciremmo ad esplorare.
Da questo si può capire quanto limitativo possa essere l’esclusivo uso divinatorio che si va facendo dei Tarocchi.
I Tarocchi sono essenzialmente uno specchio profondo, occulto, eterno pe rla introspezione e conoscenza di se stessi , degli altri, del mondo circostante.
Non un semplice strumento per conoscere il futuro, ma strumenti occulti di potenza esoterica per l’evoluzione personale.
Nella loro consultazione divinatoria i Tarocchi esigono il rispetto dei tempi: non meno di 3 mesi tra una consultazione ed un altra, ma soprattutto esigono rispetto e ascolto.
Ma soprattutto suppongono una conoscenza approfondita del linguaggio dei simboli : chi si affrettasse a divinare con un mazzo di Tarocchi, senza conoscere, capire e saper interpretare il profondo linguaggio simbolico proprio di queste carte, si troverebbe presto a fare i conti con delusioni e fallimenti.
Ecco perchè i veri cartomanti sono pochi e si arriva ad esserlo per gradi, dopo un percorso iniziatico più o meno breve, ma sempre propedeutico alla divinazione.
L’improvvisazione, la superficialità non sono certo per il bravo cartomanti che adoperi per la divinazione i Tarocchi.
In particolare l’interpretazione degli Arcani Maggiori, tesoro della antiche iniziazioni, con i suoi personaggi misteriosi , inquietanti , mistici.
Sono poteri nascosti nel fondo dell’anima che vengono catalizzati dagli Arcani a rivelarci la strada, la strada regale, e conoscere, interpretare e capire il futuro.
Se sapremo ben comprendere l’alto valore dei Tarocchi, l’implicita valenza occulta, sapremo ben renderli docili strumenti per carpire il segreto della vita e osservare e predire il futuro.