Le sibille della zingara, la cartomanzia alla portata di tutti

sibille della zingaraSubito dopo i Tarocchi, tra i mazzi di carte più usati per la divinazione annoveriamo sicuramente le Sibille, in particolare le Sibille della Zingara.
Ad onor del vero esistono varie edizioni e versioni di Sibille, ma tutte traggono origine da quella che può essere sicuramente considerata come la loro ideatrice : Marie Anne Adélaide Lenormand.
Ancora oggi tutte le Sibille riprodotte si ispirano a questa veggente-cartomante francese, più comunemente conosciuta come Madamoiselle Lenormand.
Se i Tarocchi sono utilizzati per divinare su argomenti di un certo spessore, le Sibille sono destinate ad un pubblico più vasto e ad argomenti, diciamo, più quotidiani.
D’altra parte si ricorda che ottimi cartomanti sono considerati gli zingari, i popoli nomadi : pare che proprio agli zingari dell’Indostan, espulsi dal territorio italiano intorno al 1400 e tornati verso il 1422 , si devono numerosi mazzi di carte usati per la divinazione.
E pare siano stati prorpio gli zingari i maggiori utilizzatori delle Sibile disegnate e comparse su ispirazione di di Mlle Lenormand.
Fondamentalmente costituite da 52 lame, dai colori molto vivaci, e con scene simboliche che ne rappresentano l’esemplificazione del significato stesso, sono di semplice uso proprio per questo comprensibile significato.

Marie Anne Adélaide Lenormand

La data ufficiale della nascita di Mlle Lenormand è il 16 settembre 1768 : tuttavia la stessa dichiarava come anno di nascita il 1772.
I suoi biografi hanno ricostruito parte della sua vita che è risultata in parte discordante con quella che lei stessa raccontava : ad esempio raccontava di essere stata ospite del convento di Alençon, un convento reale di prestigio, circostanza smentita dai suoi biografi che hanno accertato avesse frequentato solo una scuola di suore dell’ordine benedettino.
Ancora asseriva di aver frequentato un salotto aristocratico a Parigi, e più esattamente quello di Madame de La Saussotte, circostanza smentita clamorosamente in quanto la Lenormand a Parigi arriva solo nel 1793, ossia ben tre anni dopo la data a cui lei faceva risalire la frequentazione del salotto aristocratico. E inoltre a Parigi lavorò in una lavanderia, lavoro non proprio aristocratico a quei tempi.
In pratica Madamoiselle Lenormand nei suoi diari tentava di accreditare, ad ogni costo, le sue doti di veggente .
Providenziale fu l’incontro, vero questa volta, con una cartomante, una certa Madame Gilbert : fu da questa che la nostra Lenormand apprese l’arte della divinazione utilizzano per la prima volta dei Tarocchi, e più esattamente quelli di Etteilla.
Ma il destino volle che Lenormand fosse incarcerata per la pratica illegale della cartomanzia : anche qui, nei suoi diari, per accreditare le sue doti di veggenza, giutificò l’incarcerazione come la punizione per aver predetto la morte di Re Luigi XVI.
Scontato il carcere Lenormand aprì il suo primo studio sulla cui porta campeggiva l’insegna “Mademoiselle Lenormand, libraire” : nei suoi diari vanta di essere stato frequentato addirittura da Joséphine Beauharnais, moglie dell’imperatore Napoleone Bonaparte.
Ad onor del vero, vuoi per i suoi diari, vuoi per il periodo storico particolare, la fama di Madamoiselle Lenormand effettivamente si estese a tutta Parigi e oltre.
Ma secondo alcuni studiosi (e denigratori) la Sibilla d’Alençon, così come veniva chiamata anche Lenormand, scriveva le sue profezie solo dopo che queste erano avvenute e che la frequentazione della moglie dell’Imperatore fosse frutto della sua fervida fantasia, al punto che fu prorpio Napoleone a farla incarcerare altre due volte.
Nel 1828 vede la luce il primo mazzo di Sibille da lei ispirato con il nome “La Sybille des Salons”.
Fu subito dopo la sua morte, avvenuta il 25 giugno 1843, che alcuni stampatori dell’epoca inziarono a commercializzare varie versioni delle Sibille moderne di cui molte recavano la dicitura “La Sybille des Salons” oppure “Grand Jeu de Societé de M.lle Lenormand”.
La Lenormand alla morte, oltre che la sua fama, lasciò anche una cospicua fortuna frutto della sua veggenza, vera o falsa che sia.

I mazzi di Sibille dalle origini ai giorni nostri

E’ praticamente impossibile tracciare tutti inumerosi mazzi di carte ispirati a Mlle Lenormand : molti stampatori hanno ridisegnato gli orginali mazzi di carte e alcune versioni oggi sono rarissime se non perse definitivamente.
Ad esempio Gérard Jean Ignace Isidore (Grandville) ridisegnò le Sibille riducendo il mazzo da 52 lame a 32 e chiamando il mazzo con le  “Livre du Destin”.
Nel 1870 invece vede la luce un mazzo a 36 carte chiamato “Le Petit Cartomancièn” e ancora, successivamente il mazzo “Petite Lenormand”.
Ai giorni nostri esitono almeno una decina di versioni conosciute : la Sibilla Italiana, la Sibilla 800, la Vera Sibilla.
Sicuramente il mazzo di carte che resta più fedele all’originale del 1828 è quello denominato  le “Grand Jeu de Societé de M.lle Lenormand” e dal quale deriva quello della Sibilla della Zingara.
La Sibilla della Zingara sono carte molte intuitive, che stimolano l’interpretazione : numerosi sono i metodi applicabili, anzi diciamo genericamente che tutti, o quasi, i metodi sono applicabili a questi mazzi di carte.
Belle da vedersi, pratiche e intuitive le Sibille della Zingara restano al primo posto tra le Sibille usate in divinazione, e sicuramente quelle più apprezzate per precisione di responso.